Porto Mediceo

Porto Mediceo

Dritto dritto venendo dalla Via Grande, passando da Piazza Colonnella e lasciandosi dietro la statua dei Quattro Mori incatenati sotto il controllo di Ferdinando I, si passa dal Ponte dei Francesi (ex Ponte dei Sospiri) per arrivare alla scalinata dell’Andana degli Anelli: una tribuna fatta a semicerchio per guardare seduti il Porto e anche il tramonto. Qui nel XVI secolo i Medici decisero di trasformare il primo borgo di Livorno nel primo porto della Toscana e da questo momento l’area si trasformò in un cantiere a cielo aperto; un’opera gigantesca che vide l’impegno di schiavi, dei forzati e dei contadini.

Quella che era una piccola insenatura naturale, si trasformò in un tempo breve, prima nella Darsena Vecchia, e poi in quella Nuova per spingersi verso l’orizzonte con il Molo Mediceo, un ampio braccio verso il Faro capace di contenere grandi velieri commerciali con merci ricche e pregiate. Qui l’immaginazione si colora di suoni e di tinte, di lingue mescolate che in questo porto franco, libero da tasse, ma anche di tabù, trovarono la loro perfetta congiunzione. Adesso in questo braccio a “tenaglia” si apre un mondo di pescatori, curiosi e camminatori che pescano, criticano e guardano il sole tramontare li dietro, verso la diga del “Curvilinea” ed è a quel punto che i colori diventano così forti da entrarti dentro, come un rumore.