Il Ponce alla livornese

Il Ponce alla livornese

Il “Ponce alla Livornese” è fatto di sette cose: un bicchiere di vetro (solo vetro!) con una base spessa (brucia!), due cucchiaini di zucchero, una vela di limone (buccia tagliata a triangolo), rum fantasia (labronico), cognac o sassolino, un caffè cremoso (macchina del caffè calda) e la mano, e il tocco di un essere umano che lo ripassa, con arte, alla lancia del vapore.

La qualità, e la bontà, si vedono dalla necessaria e limpida stratificazione dei vari componenti: lo zucchero sul fondo, l’alcol sopra, il caffè denso a proteggere e la buccia di limone sopra tutto. Ma questo non è tutto: bisogna saperlo bere: pollice e medio alla base del bicchiere indice a sostenere il cucchiaino che deve restare dentro a bloccare la vela di limone a contrasto col bordo di vetro, che deve insaporire il tutto ma non finire subito a contatto del palato. Poi si apre lo scisma: qualcuno mangia la vela e qualcuno la lascia.

Un rito di fine pasto, in compagnia di amici, e nel posto adatto, e lo scuro liquido scende giù come ultimo impegno della giornata. Che sia un’esperienza al limite del mistico lo si può vedere nell’espressione degli astanti, al primo sorso. Astanti, perché a casa si può fare solo il caffè corretto, ma sempre al vetro, però…